A pranzo da Salvo Vicari, a Noto

Un paio di anni fa, durante un evento, ho conosciuto lo chef Salvatore Vicari e sua moglie Jessica Andolina del ristorante Vicari di Noto. Da allora ci siamo incontrati praticamente a quasi tutti i vari eventi enogastronomici organizzati in Sicilia, ma per una serie di circostanze, volontarie e involontarie, non ero mai andata a mangiare da loro, nonostante i loro diversi inviti.

Qualche giorno fa, finalmente, in maniera quasi inaspettata (anche per me) sono riuscita ad andare!

Avevano riaperto da pochi giorni il ristorante che intanto è stato completamente ristrutturato. Accogliente, luminoso, elegante e sedie belle e comodissime!

Per iniziare è stato servito il pane, rigorosamente fatto al ristorante, con farine di grani antichi siciliani e lievito madre, proveniente da una madre molto antica e “lontana”.

In degustazione l’olio grottafumata del mio amico Mauro Cutuli, conosciuto come sommelier, ma che nel corso degli anni si è evoluto in produttore di olio e vino (prossimamente vi parlerò anche di lui)…

Non sapendo bene cosa scegliere, ho chiesto a Salvo quale piatto lo rappresentasse di più, mi ha risposto “tutti, perché è come se fossero figli miei”… a questo punto non potuto fare altro che prendere il menù, scegliere i piatti e farmi trasportare in un “viaggio lento” da raccontare…

Un viaggio che parla di tradizione, di voglia di mettersi in gioco e di desiderio di migliorare sempre di più. Dove ogni ingrediente, scelto accuratamente, esprime l’amore per la propria terra e per questo lavoro.

Non mi stancherò mai di precisare che non sono una critica gastronomica, ma posso assicurarvi che sono stata veramente bene e che è valsa veramente la pena riuscire a fare questa esperienza. 

Il benvenuto dello chef è stato il gambero marinato. Sembra che del gambero non si butti via niente, infatti la testa è stata panata e fritta… scelta che ho molto apprezzato! 

Fra gli antipasti ho provato il Calamaro ripieno con crema di pistacchi di Bronte e biscotto di cappero frantumato.

e il polpo con crema di sedano, rapa, cavolo verza brasato, cipolla in agro e mandorle salate. La ricetta prevede anche l’olio all’aglio bruciato ma io sono stata risparmiata per ovvi motivi…

Poi sono arrivati gli spaghetti con bisque di gamberi, menta, con polpo e salicornia, semplice e ben fatta…

Poi il piatto da applauso (questa volta il commento è d’obbligo, fidatevi!): i mezzi paccheri al nero di seppia su crema di zucchine, tagliatelle al nero di seppia e salicornia.

In ogni pranzo che si rispetti il dessert è d’obbligo: mousse al cioccolato, mudecake e sorbetto pere e zenzero…

In abbinamento ai piatti l’Etna bianco doc Eudes di Giovanni Messina scelto dal maître Carmelo Iozzia che ha dato prova della sua bravura anche per un pranzo “informale”.

Naturalmente i piatti non erano tutti per me… ma non mi è sfuggito nulla! 

Tra una portata e l’altra quattro chiacchiere con Jessica, Salvo e Carmelo, che hanno reso il pranzo ancora più rilassante…

Se vi trovate a Noto andate al ristorante Vicari, ad accogliervi i volti sorridenti di Carmelo e Jessica… allo chef non dite che vi mando io! 😉

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